mercoledì 25 maggio 2011

I primi strumenti dell'astronomia

Sfera armillare

Agli albori dell’astronomia l’unico “strumento” che l’uomo aveva a disposizione era l’occhio nudo, affiancato ad esso venivano usati strumenti semplici atti a misurare la posizione degli astri. Gli egiziani usavano il merkhet, costituito da due fili a piombo retti da due osservatori: il merkhet serviva per individuare la posizione degli astri.
Nell’isola di Giava per individuare la data della semina, si puntava una mano piena di riso alla sera in direzione della cintura di Orione, se cadevano alcuni chicchi era il momento giusto. La tribù dei Daiacchi nel Borneo invece, usava con lo stesso metodo una canna di bambù piena d’acqua, appena il quantitativo scendeva sotto un certo livello, era giunto il momento per seminare.
Un altro strumento usato nell’antichità era l’asta di Archimede, consistente in un’asta di legno sopra un’estremità nella quale l’osservatore osservando il sole tra le nubi può determinare la distanza angolare del disco solare.
Ipparco usava due armille che rappresentavano i circoli fondamentali della sfera celeste; ciascuna armilla consisteva in un anello di bronzo puntato l’uno sul piano dell’equatore celeste e l’altro verso i poli dell’eclittica; tramite altri cerchi interni movibili era possibile puntare un astro e determinare così le coordinate celesti.

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